PSICOLOGIA INVESTIGATIVA

“I criteri obiettivi che guidano l’indagine psicologico-investigativa sono riconducibili a due diverse procedure, articolate tra loro e complementari: la criminodinamica e la criminogenesi.

La criminodinamica riguarda la ricostruzione obiettiva dell’intero processo antigiuridico nell’arco di tempo in cui esso si realizza.  … Il lavoro di ricostruzione consiste nell’analizzare le singole parti in cui si è manifestata la dinamica criminale, per poi riportarne ogni singolo segmento alle fattispecie di reato, che costituiscono la base di valutazione della condotta antigiuridica.

Lo studio criminodinamico ha molteplici finalità: in primo luogo consente di suddividere l’evento criminale in tutte le componenti di reato che esso contiene, con l’obiettivo di enucleare tutte le violazioni al codice penale che sono state commesse.  … La ricostruzione dei fatti si basa su diverse tipologie di indizi: fonti di registrazione tecnica (rilievi ambientali, videodocumentazione, registrazioni telefoniche, etc.), analisi delle testimonianze, interrogatori e profilo criminale.

… Una seconda finalità propria dello studio criminodinamico è il confronto tra le diverse categorie di reato che avviene comparando i differenti atteggiamenti che i tribunali hanno manifestato nella valutazione di atti analoghi. … La comparazione procede in ordine di tipo gerarchico: in primo luogo vengono analizzate le sentenze della Corte di Cassazione, successivamente quelle delle Corti di Appello, e da ultime quelle emesse dai Tribunali di Merito.

… L’indagine criminogenetica invece privilegia l’analisi degli aspetti di natura personologica dell’autore di reato, ossia considera le variabili maggiormente legate alle problematiche di natura psicologica. Una serie di variabili che deve però essere affrontata in una prospettiva interpersonale che non tenga conto solo della valutazione del profilo soggettivo di personalità, avulso dal contesto relazionale, culturale e sociale dell’autore di reato. Ciò vale in modo particolare quando ci si trova davanti a un minore che ha commesso un’azione criminale. In generale, l’indagine criminogenetica deve riservare un ampio spazio alla ricerca dei fattori complessi di natura relazionale che hanno portato a commettere l’atto, tenendo soprattutto in conto tutto ciò che ruota intorno all’azione criminosa. In modo particolare, per certi tipi di reato di carattere violento, dagli stupri agli omicidi, è indispensabile analizzare anche il legame fra vittima e autore di reato, con la finalità di cogliere gli aspetti più profondi che riguardano la capacità di costruire le relazioni e i legami affettivi.”

(Che cos’è la psicologia investigativa – Lino Rossi e Angelo Zappalà – Carocci Ed.)

 

TECNICHE DI INTERROGAZIONE DEI TESTIMONI

L’Intervista Cognitiva

E’ una sofisticata ed efficace tecnica sviluppata all’inizio degli anni ottanta da Geiselman e Fisher allo scopo di migliorare l’accuratezza e la completezza dei resoconti testimoniali.

si basa su due principi:

a) Il ricordo è composto da numerosi elementi e l’efficacia di una tecnica di rievocazione dipende dal grado in cui gli elementi del contesto ricreato da tale tecnica sono strutturalmente simili a quelli del ricordo da recuperare

b) Esistono diverse vie per raggiungere il ricordo dell’evento: le informazioni che non sono recuperabili attraverso un certo percorso di rievocazione possono diventare tali attraverso un’altra strada.

FASI

  1. Preparazione del setting di intervista
  2. Costruzione del rapporto con l’intervistato. Richiesta di riferire tutto ciò che ricorda senza tirare ad indovinare
  3. Ricostruzione mentale da parte del testimone del luogo in cui fu commesso il reato e di ciò che egli faceva e pensava prima che accadesse il fatto
  4. Narrazione, da parte dell’intervistato, nel modo che gli è più congeniale, di ciò che si ricorda, senza essere mai interrotto
  5. Invito al testimone di pensare una seconda volta al fatto e richiesta di riferire particolari prima non ricordati
  6. Richiesta all’intervistato di formarsi immagini specifiche (I.C.R.)
  7. Formulazione da parte dell’intervistatore di domande relative all’immagine creata
  8. Ulteriori narrazioni partendo da momenti diversi (ad es. dalla fine del fatto) e da diversi punti di vista (ad es. il fatto visto da un altro soggetto)

 

E’ un’importante componente dell’I.C. quella rappresentata dalla rievocazione libera dell’evento iniziando da momenti diversi: dall’inizio, dalla fine, dal mezzo o da un evento particolarmente saliente.

Ed anche quella costituita dalla richiesta al testimone di raccontare il fatto cambiando prospettiva, ovvero rievocando gli eventi da un punto di vista diverso da quello nel quale il soggetto si trovava durante il fatto.

L’impiego elettivo dell’I.C. riguarda i casi di reati gravi dalle dinamiche complesse (omicidi, rapine, violenze sessuali, gravi incidenti, strage, attentati di vario tipo, sequestri di persona, ecc.) dove è importante reperire dai testimoni oculari anche i più piccoli dettagli, soprattutto se sussistono  problemi legati al recupero mnestico.

EFFICACIA

La percentuale di risposte corrette ottenuta con l’I.C. è in media del 58% in più rispetto a quella ottenuta con un’intervista standard. Inoltre non si è riscontrato un aumento significativo delle informazioni errate e delle confabulazioni. La percentuale media dell’accuratezza è circa del 90%

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